Mark
Raidpere
Napoli.ok
A cura
di Eugenio Viola
Fondazione
Morra Greco, Napoli
Mercoledì 17 ottobre, alle ore 19:00,
inaugura Napoli.ok, progetto site specific che Mark Raidpere presenta per la
sua seconda personale negli spazi della Fondazione Morra Greco di Napoli. Il
lavoro di Raidpere indaga con straordinaria sensibilità ed efficacia i dilemmi
e le inquietudini dell’animo umano, la sua solitudine incoercibile, il suo
tragico destino. La ricerca dell’artista parte spesso dal proprio universo
familiare o assume precise connotazioni sociali, concentrandosi su persone ai
margini, su fenomeni di violenza urbana o episodi da vita di strada. Tematiche
differenti confluiscono in una progettualità complessa, che dal particolare è
tesa a indagare, più in generale, le lacerazioni e le contraddizioni della
realtà a noi contemporanea.
Le opere in mostra ben restituiscono questa
complessità, rilevando motivi di continuità e divergenze nel passato e nel
presente della ricerca dell’artista. Lavori quasi tutti nati da un periodo di residenza
che Raidpere ha trascorso in città la scorsa estate. Di qui il titolo, tra il
serio e il faceto, preso in prestito dal nome del folder sul computer nel quale
Raidpere riponeva gli scatti che selezionava dopo le sue incursioni nel Ventre
di Napoli.
L’artista estone ha creato negli anni una
propria cifra stilistica inconfondibile, sospesa tra sfera pubblica e privata,
oggettivamente documentaria ma allo stesso tempo onirica e visionaria. Raidpere
adotta uno sguardo deliberatamente introspettivo nei lavori autobiografici,
aprendo uno squarcio impietoso sulla propria vita privata: 09/12/07 - 05/04/09
(2009), è un video dalla semplicità quasi ipnotica, ossessiva, che racconta
della reciproca incomunicabilità col padre, motivo topico che ritroviamo anche
in lavori precedenti come Dedication (2008), incentrato sul rapporto tra il
padre e la madre o il suggestivo Father (2001), in cui il genitore dell’artista
è colto nella solitudine melanconica della propria intimità domestica.
In occasione della mostra napoletana
l’artista presenta inoltre alcune fotografie, medium che caratterizza il lavoro
di Raidpere agli esordi: famosi gli autoritratti della serie Io (1997), in cui
l’artista esibisce il proprio corpo nudo e tormentato dalla postura irrequieta,
che comunica dolore e alienazione. Per la prima volta dopo diversi anni,
Raidpere espone anche una nuova serie di autoscatti, meno drammatici e più
autoironici, tutti realizzati a Napoli. L’obiettivo di Raidpere coglie attimi
rivelatori e inaspettati, si perde nei meandri dei vicoli, ne registra
impressioni e sfumature che restituiscono un microcosmo di accadimenti
improbabili, a prima vista ironici ma che in realtà cedono il passo, ad uno
sguardo più attento, a sentimenti contrastanti, sospesi tra decadimento e solitudine,
paura e rimpianto, bellezza e sofferenza, vulnerabilità e isolamento,
emarginazione e decadenza, separazione e distacco.
Mark Raidpere (Tallinn 1975, dove vive e
lavora), è probabilmente tra gli artisti estoni più rappresentativi della sua
generazione e tra i più riconosciuti a livello internazionale. Ha esposto in
numerosi musei ed istituzioni in Europa e in America, tra cui: al Witte de with
di Rotterdam, al Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig -MUMOK , di Vienna, al
Centro Galego de Arte Contemporánea di Santiago de Compostela, 2009; al CCS
Bard Hessel Museum, Annandale-on-Hudson, NY, 2008; al Kumu Art Museum, Tallinn,
Estonia 2007; alla galleria Michel Rein, Parigi, 2006-08; all’Arts Santa Mònica
di Barcelona, 2008; alla III Biennale di Praga, 2007; al Russian Centre for
Contemporary Arts di Mosca, a Platform Garanti, Istanbul e al Kiasma di
Helsinki, 2006. Ha rappresentato
l’Estonia alla 51. Biennale di Venezia (2005).

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